• Fiesole: Il Paesaggio
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Capoluogo di uno dei comuni della fascia collinare attorno a Firenze, Fiesole conta circa 15.000 abitanti su un territorio di quasi 42 Kmq che comprende la dorsale delle colline fino quasi ai confini con il territorio del Mugello e vaste porzioni delle Valli dell’Arno e del Mugnone.

Adagiata in un dolce paesaggio collinare punteggiato da olivi, pini, cipressi, Fiesole offre uno straordinario panorama su Firenze. È un luogo speciale capace di grandi suggestioni e sollecitazioni culturali che difficilmente si dimenticano. Venire a Fiesole vuol dire godere di arte, ma anche di natura, della serena tranquillità dei suoi paesaggi, del fascino discreto delle sue ville, della bontà del suo olio e vino.

Per citare Herman Hesse, che qui ha spesso soggiornato: “… dalle rovine romane alla villa di Böcklin, Fiesole offre numerose e affascinanti attrattive, retaggio di epoche storiche diverse. La cosa più bella è però la sua incantevole posizione, distribuita com’è lungo i fianchi e sulla cima di due massicci colli affacciati su Firenze e coperti di frutteti e case di campagna. (…) Chi fugge su quest’altura il viavai di Firenze, troverà riposo e appagamento alla vista e allo spirito inseguendo i profili verdi di monti e dei gruppi di cipressi nei giardini.” (Herman Hesse, Dall’Italia, 1901)

Dal vertice del colle di San Francesco si può ammirare un superbo e dolce panorama su Firenze; verso ovest si mostra la Valle del Mugnone con in lontananza Monte Morello e la via Bolognese, qui la natura si fa più forte e severa, mentre il versante opposto, in direzione di Settignano mostra una natura più morbida e serena rivestita di olivi e cipressi. Più sotto la foce del Sambre (o “fiume dei morti” per gli Etruschi, visitato e disegnato da Leonardo da Vinci) e poi ancora la Valle dell’Arno dove hanno trovato dimora aironi, cormorani, martin pescatori.

Tra il verde dei boschi, dei cipressi, degli olivi, delle viti ed il grigio-celeste della sua pietra, le colline fiesolane in primavera si ammantano dei colori dei giaggioli, degli anemoni, dei roseti e di un’infinita varietà di orchidee che crescono spontanee, oppure in autunno dello zafferano o “zima di Firenze”.

Fiesole nel corso dei secoli ha saputo conservare intatto il suo panorama e la sua collina.

La civiltà mercantile fiorentina provvide alla completa riorganizzazione del paesaggio agrario introducendo il sistema delle unità poderali condotte a mezzadria, con la casa colonica in mezzo, ed eliminando o ristrutturando gran parte dei castelli e villaggi dell’epoca feudale.

I coltivi tipici di questo sistema basato sulla autosufficienza della famiglia contadina, erano graminacee, foraggi e leguminose, a rotazione, in promiscuità con viti e olivi e qualche pianta da frutto e da foglia per il bestiame.

Il cipresso, che si dice introdotto dagli etruschi, in realtà propagati intensamente dalla cultura romantica, si diffonde attorno alle ville e alle case da signore come elemento di decoro.

Il Rinascimento arricchì le dimore e le chiese, disseminò ovunque ville e giardini favorì la creazione di opere scultoree e pittoriche che si trovano ancora numerose nei luoghi originari.

Si può percorrere in ogni direzione valli e colline, seguendo anche la viabilità minore, per apprezzare la disposizione delle case coloniche, delle chiese e delle residenze signorili e l'organizzazione caratteristica del suolo in buona parte ancora conservata: vie poderali di collegamento fra le case sparse, fonti, muri a secco di terrazzamento, fossi per regimare le acque o per sfruttarle nei mulini. I nomi dei luoghi risalgono spesso alla civiltà etrusca, al periodo della colonizzazione romana, ricordano  episodi della storia tardo antica e medievale o attività produttive scomparse. Ai bivi si incontrano tabernacoli di vario tipo, segni di devozione ed elementi di un ordine sociale, culturale e ambientale consolidato per alcuni secoli.

Gli scorci panoramici sono ovunque un elemento di sorpresa specialmente per il viaggiatore assuefatto ad una realtà urbana.

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