• Fiesole: Storia e Cultura
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Fiesole sorge su un’altura dominante la valle dell’Arno a sud e quella del Mugnone a nord-ovest. Il suo rilievo è articolato su due colline, San Francesco e Sant’Apollinare, in mezzo alle quali si stende l’avvallamento che ospita l’odierno abitato. La presenza della civiltà sui due colli, che da lontano richiamano la forma caratteristica di una falce di luna così come rappresentata nel suo stemma, è accertata a partire dall’età del bronzo (circa 2000 anni a.C.) con una continuità nell’età del ferro.

Le tracce di vita si prolungano fino alla successiva età del ferro entro la quale  matura la civiltà etrusca (VIII-IV sec. a.C. circa). In questo periodo a Fiesole, dai primitivi abitanti sulle alture, si sviluppa una poderosa urbanizzazione con una possente cinta muraria di oltre due km e mezzo (ampi tratti sono oggi ancora visibili lungo il perimetro orientale e settentrionale) a baluardo contro le invasioni dei popoli del Nord (Galli) ed a controllo dei traffici e delle vie di comunicazione tra l’Arno, l’Etruria centro meridionale e l’Etruria padana.

Le testimonianze archeologiche più note e significative, che permettono di ricostruire una avvenuta organizzazione urbanistica ed un notevole sviluppo, risalgono all’età ellenista. Le opere di terrazzamento, la costruzione del tempio e di altri probabili edifici di culto, la necropoli e la cinta muraria, inglobante i due colli e la sella  compresa fra essi, danno l’idea di una consistente crescita della città.

Nel 217 a.C. Fiesole risulta alleata di Roma contro Annibale. Nel 90 a.C. la città è distrutta da Porzio Catone per la sua posizione antiromana nella guerra sociale. Dieci anni dopo viene romanizzata per opera di Silla che dà vita ad una colonia. Successivamente Fiesole diventa centro della rivolta di Catilina contro la Repubblica Romana e deve così sopportare le conseguenze di una nuova sconfitta.

Da allora la città assume l’aspetto tipico di un municipio romano con il Foro, centro politico e commerciale, situato nell’attuale piazza Mino, il Teatro e le Terme (costruiti in età augustea), un nuovo Tempio sopra quello etrusco. L'impianto che la città riceve arriverà quasi immutato fino alla seconda metà dell'Ottocento.

Dopo la caduta dell’impero romano anche Fiesole conobbe l’occupazione dei Longobardi (VI-VII sec. d.C.) testimoniata dal ritrovamento di numerose sepolture ed oggetti. Recenti scavi archeologici (1987 – 88 e 2004 fino ad oggi) in pieno centro hanno portato in luce un cimitero longobardo (scavi ancora in corso), un edificio pubblico di epoca ellenistica ed un secondo edificio termale romano.

L’importanza della città come piazzaforte militare nel tempo viene sempre più a diminuire a favore  di Firenze.

Nel frattempo anche a Fiesole la Chiesa si era organizzata, all’interno dei confini amministrativi romani, in una vasta diocesi.  La leggenda vuole che il Cristianesimo giungesse a Fiesole nel I secolo portato da Romolo, romano di nobile famiglia, inviato, assieme a due compagni, direttamente da San Pietro.

Nel tempo i suoi Vescovi avevano acquistato grande influenza politica unendo alle funzioni religiose quelle civili e governando su di un vasto territorio che ancora oggi abbraccia, oltre quello fiesolano, parte di importanti territori storici: il Casentino, il Valdarno ed il Chianti.

Al centro di estesi possedimenti furono fondate chiese e conventi che divennero punti di riferimento importanti per la vita cittadina.

Ai piedi della collina, fu costruita la prima cattedrale di Fiesole, oggi Badia Fiesolana. Sulle mura di un tempio etrusco, nella parte più alta di Fiesole, fu edificata, pare da Teodorico nel VI secolo, la chiesa di San Pietro in Gerusalemme dove venne sepolto il Vescovo Sant’Alessandro che aveva rivendicato con successo i diritti della Chiesa locale presso l’imperatore Lotario (IX secolo) ed a cui in seguito fu dedicata la Basilica. Là dove si trovava l’antico Foro, sui resti di un tempio romano, fu costruita la chiesa di Santa Maria Primerana.

Durante l’episcopato di San Donato in Scozia Fiesole si risollevò dai danni subiti nel periodo dei leggendari saccheggi dei Normanni. Nel secolo XI sotto Jacopo il Bavaro ebbe inizio la costruzione della nuova Cattedrale, all’interno della cerchia delle mura e sotto la protezione della rocca, dove fu traslato il corpo di San Romolo proclamato patrono della città ed al quale fu intitolata la chiesa.

Con l'avvento dell'età comunale Fiesole, dopo un lungo conflitto, conosce la conquista e distruzione da parte della città di Firenze (anno 1125) che assoggetta il contado come necessaria misura per la costituzione del Comune in Città Stato.

La leggenda narra che lo scontro tra Fiesole e Firenze esplose per un futile motivo: un mercante fiorentino fu derubato a Fiesole. I fiorentini allora per vendicare l’offesa cercarono di occupare Monte Ceceri nel tentativo di scendere ed accerchiare la città dalla cima del colle, ma i fiesolani seppero resistere grazie anche all’arrivo dell’inverno. La battaglia riprese violenta l’estate successiva e dopo una forte resistenza dei fiesolani l’anno seguente (1125) i fiorentini entrarono in città ed assoggettarono Fiesole. Quel momento segna la decadenza della cittadina ridotta ad un cumulo di rovine ed usata come cava di materiali per la vicina città dominante. Fiesole entra allora a far parte del patrimonio di memorie antiche e leggende sulle origini di Firenze che Dante richiama nella sua Commedia.

Firenze lasciò autonomia amministrativa a Fiesole che la imitò nell’organizzazione degli ordinamenti degli uffici pubblici, ebbe quindi Podestà, Gonfalonieri e le corporazioni di arti e mestieri.

A dare impulso alla vita intellettuale e spirituale furono due grandi ordini religiosi, i frati Francescani che si insediarono sul colle occidentale, sul luogo dell'antica rocca fortificata, che sarà detto di San Francesco, dando vita al più antico convento dei Frati Minori dell’Osservanza della Toscana, ed i Domenicani a San Domenico, la cui importanza è rappresenta dai personaggi illustri qui ospitati: Domenico Buonvicini, San’Antonino e Giovanni da Fiesole detto l’Angelico.

Del periodo medievale restano poche testimonianze rielaborate nel secolo XIX ed elementi architettonici e urbanistici nel nucleo orientale di Borgunto. Molte architetture di stile gotico, specialmente nei dintorni, sono reinvenzioni ottocentesche e del primo novecento, espressione di un gusto tardo romantico di origine anglosassone. Al riguardo molti e illustri sono stati i viaggiatori, gli artisti, gli scrittori che, a partire dal secolo XVII, hanno soggiornato a Fiesole e lasciato memorie e segni del loro passaggio nella cultura locale e toscana. Il secolo più ricco di presenze è stato certamente l’Ottocento.

Il secolo XVII vede la costruzione del Seminario Vescovile, uno dei primi dopo il Concilio di Trento che sarà una istituzione vitale per la formazione del clero e la diffusione della cultura per quasi tre secoli. Nel frattempo gli edifici sacri e civili esistenti si arricchiscono di opere e di ornamenti. Infatti, fin dal XVI secolo gli abitanti di Fiesole sono per la maggior parte dediti al lavoro di cavatori e scalpellini nelle rinomate cave di pietra serena (materia prima già usata da Etruschi e Romani per architetture ed ornati) che vengono sfruttate intensamente per i bisogni della vicina Firenze e per i propri.

Dal 1865 al 1870 Firenze è la capitale d'Italia e Fiesole, già dal Rinascimento dimora di famiglie aristocratiche e colti mercanti fiorentini, diventa luogo ambito dal nuovo ceto sociale borghese. Ne sono la testimonianza le ricche case e ville che tuttora si incontrano sulle pendici della collina. Sul finire dell’Ottocento fervono infatti, anche a Fiesole lavori pubblici e privati: si crea il parco pubblico sulle pendici di San Francesco, si amplia il Cimitero monumentale, si costruiscono la Piazza del Mercato e i Pubblici Macelli, la scuola elementare, oggi Palazzina Mangani, l'attuale Piazza Garibaldi dove si impianta una manifattura di paglia tessuta a telaio, abitazioni per lavoratori che si erano frattanto organizzati in Società di Mutuo Soccorso e in Cooperative; si cura il decoro delle abitazioni borghesi già esistenti.

Nel 1873 furono avviati gli scavi del Teatro romano (sotto la direzione del marchese Carlo Strozzi), poi estesi alle Terme e al Tempio etrusco romano fino a definire l'area archeologica urbana. Cinque anni dopo fu istituito il Museo Civico a testimonianza delle antichità di Fiesole, una delle perle dell'Italia unita e con una punta di rivalsa nei confronti di Firenze, l'antica dominatrice. Successivamente trasferito nella nuova e attuale sede, il museo conserva le principali testimonianze archeologiche della cittadina e del suo territorio.

Nel 1913 si edifica la sede attuale del Museo Bandini per ospitare la raccolta di dipinti dei secoli XII-XV che l’umanista Angelo Maria Bandini, bibliotecario della Laurenziana di Firenze, Canonico del Capitolo della Cattedrale di Fiesole, aveva raccolto presso l’oratorio di Sant’Ansano.

Più tardi si forma presso il Convento di San Francesco il Museo Etnologico Francescano con materiali di collezioni che i padri missionari avevano raccolto in Egitto e in Cina e interessanti reperti archeologici di Fiesole.

L’ampliamento della città di Firenze, decisa nel 1865 a seguito della costituzione dello Stato italiano, sottrae al Comune di Fiesole importanti porzioni di territorio, Rovezzano, Settignano, Pellegrino, Coverciano e Mensola, che restano tuttavia segnate da una storia comune con Fiesole fatta di insediamenti di pregio storico-artistico, di opere stradali ed idrauliche di alta qualità, di giardini e parchi disegnati con grande gusto e funzionalità.

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